Pillole di Villa Litta La Sala di Enea

Pillole di Villa Litta

La Sala di Enea

Affreschi

Cosa reca stupore e ammirazione più una sala affrescata dagli artisti del Cinquecento delle scuole rinascimentali?

Questa è la Sala di Enea, la prima delle sale del “Quarto Nuovo” di Villa Litta a Lainate: benché di fattura cinquecentesca, essa è collocata nel “Quarto Nuovo”, ossia l’ala di Villa Litta eretta nel XVIII secolo sotto la famiglia milanese dei Litta dopo aver demolito una precedente ala cinquecentesca. 

Il suo nome deriva dagli affreschi che narrano due episodi dell’Eneide di Virgilio, con protagonista il famoso eroe Enea,

figlio del mortale Anchise, cugino di Priamo, re di Troia, e della bella dea Venere: uno mostra la fuga di Enea da Troia in fiamme con suo figlio Ascanio e suo padre Anchise sulle spalle e l’altro la tempesta che coglie Enea in mare e che lo farà naufragare sulle coste del Lazio. 

Il soffitto è decorato al centro da un cartiglio recante la scritta latina “Omnia ad empireum” (“Tutto sale al cielo”), sostenuto ai lati da quattro putti fortemente scorciati. 

Il brano pittorico viene ritenuto dalla critica un’opera vicina al pittore emiliano Camillo Procaccini (1561-1629), già attivo nel Ninfeo tra il 1587 e il 1589, che probabilmente eseguì insieme ai propri collaboratori la decorativa degli affreschi del piano terra dell’ala cinquecentesca della Villa. 

Chiave di lettura 

Non è possibile donare una chiave di lettura o un’interpretazione corretta del simbolismo di questa sala e si può solamente indovinare l’idea originale del padrone di casa: il cartiglio recante la scritta latina “Omnia ad empireum” (“Tutto sale al cielo”) forse richiamava la devozione del mecenate e padrone della villa, il conte Pirro I Visconti Borromeo, ricordando che tutte le cose ascendono al Cielo quando si trapassa, ma, oltre al piano narrativo e devozionale, le scene raffigurate in questa sala forse vogliono essere un elogio: infatti, nel 1592, Vicenzo I Gonzaga, duca di Mantova e Monferrato e amico e conoscente del conte Pirro, di passaggio a Milano, venne in visita a Villa Litta e probabilmente la Sala di Enea voleva essere un omaggio al duca. 

Infatti, il grande poeta Virgilio era nativo proprio di Mantova e i Gonzaga ne erano molto fieri: perciò, vennero affrescate due scene riprese dall’Eneide.

Arredamento 

Le pareti si presentano ad oggi aperte da finestre e porte che conducono al parco sul retro e all’ala settecentesca della villa: tra le due porte finestre che danno sul portico cinquecentesco, un tempo era collocata una stufa rivestita di elementi in cotto, che veniva caricata direttamente dall’esterno, e scaldava la sala. 

Federico Clerici

 

Foto by: https://www.lorenzotaccioli.it/villa-litta-lainate-guida-completa-visita/

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