La Morale della Favola: La valutazione

La cappella Sistina Guardando nella cappella Sistina a Roma… il Giudizio Universale, una donna molto semplice si mise a riflettere e si interrogò tra sé e sé: tutti gli esseri umani, essendo anch’essi delle creature, hanno un inizio e un termine nella scena di questo mondo. Dopo una vita semplice…

La cappella Sistina

Guardando nella cappella Sistina a Roma… il Giudizio Universale, una donna molto semplice si mise a riflettere e si interrogò tra sé e sé: tutti gli esseri umani, essendo anch’essi delle creature, hanno un inizio e un termine nella scena di questo mondo. Dopo una vita semplice e serena, anch’io morirò e mi troverò subito a far parte di una lunga e ordinatissima processione di persone che avanzeranno lentamente verso il Giudice Supremo!

Quando morì e si trovò a far parte della lunga fila, man mano che si avvicinava alla mèta, udiva sempre più distintamente le parole del Signore;

udì così che il Signore diceva ad uno: «Tu mi hai soccorso quando ero ferito sull’autostrada e mi hai portato all‘ospedale, entra nel mio Paradiso». Poi ad un altro: «Tu hai fatto un prestito senza interessi ad una vedova, vieni a ricevere il premio eterno». E ancora: «Tu hai fatto gratuitamente operazioni chirurgiche molto difficili, aiutandomi a ridare la speranza a molti, entra nel mio Regno». E così via.

La donna semplice

La povera donna venne presa dallo sgomento perchè, per quanto si sforzasse, non ricordava di aver fatto in vita sua niente di eccezionale; cercò, così, di lasciare la fila per avere il tempo di pensare, ma non le fu assolutamente possibile: un angelo sorridente, ma deciso non le permise di abbandonare la lunga coda. Col cuore che le batteva forte, e, con tanto timore, arrivò davanti al Signore… e subito si sentì avvolta dal suo sorriso!

Stupore

«Tu hai lavato e stirato tutte le mie camicie… Entra nella mia felicità».

A volte è cosi difficile immaginare quanto sia straordinario, l’ordinario… basta fare bene ciò che ci è affidato (ad esempio… educare un figlio, prendersi cura di un malato, lavorare con impegno e con competenza).

La santità è l’arte umile e quotidiana di esserci, nel proprio posto, senza fughe e senza protagonismi!

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