Intervista ad Alessandra Piccolo

Mi chiamo Alessandra Piccolo e sono nata il 3 marzo 1984.
Non sono molto brava a presentarmi, la cosa più interessante che posso dirvi di me,
probabilmente, è che la mia formazione come persona arriva principalmente dalla musica e dai
libri. Tutto il resto ha tentato di confondermi le idee.

Da quanto tempo a Lainate?
Vivo a Lainate dal 2018.

Attività da scrittore
Ho iniziato a scrivere storie proprio da bambina, all’epoca era un passatempo, un modo come un altro di
giocare da sola. Crescendo la scrittura è diventata una cura, una terapia, l’unico momento autentico
della mia vita.
Con il romanzo

inedito “Exit” vengo segnalata nel 2010 dalla giuria del Premio Nazionale Italo Calvino.
Nel 2013 per il Premio Letterario Nazionale Rai “La Giara”, sono finalista lombarda con il romanzo
“Lacrimante cielo”, pubblicato poi nel 2017 con il titolo definitivo “Lacrimante” (Edizioni del Gattaccio).
Nel 2014 pubblico il mio primo libro di poesie “Tutti lì ad applaudire le vacche in fiera” (Edizioni del
Gattaccio).
A cura del collettivo Bibbia d’Asfalto esce la raccolta poetica “Aleppo c’è” pubblicato da Kipple Officina
Libraria a cui partecipo con la poesia “Mentre le bombe esplodono”. Il ricavato del libro viene
interamente devoluto a Medici Senza Frontiere.
Nel 2019 alcune mie poesie inedite sono state pubblicate sul n.15 de “La Macchina Sognante”, rivista
letteraria tradotta anche in America.
Nel 2021 ho vinto il Premio Letterario Artistico Cento Linguaggi per l’Educazione con il racconto “La
parte giusta”.

Prossimo obiettivo
Vorrei terminare la raccolta di racconti che sto scrivendo e poi trovare un editore anche per gli
altri due romanzi inediti che ho già scritto.
Forse così gli obiettivi sono due, ma valgono come uno molto grande.

Cosa serve a Lainate
Non è una domanda semplice. Penso che sarebbe una buona idea avere uno sportello accessibile a tutti, per ascoltare
direttamente le proposte dei cittadini, mantenendo così un collegamento costante con le
persone che vivono nel paese, per capire meglio i bisogni e i desideri e per far sentire le
persone parte di una comunità, potendo magari agire anche in prima persona nella
realizzazione di obiettivi comuni.
Non sarebbe male anche un centro di aggregazione, culturale, sociale, gratuito.
Un luogo che possa essere un punto di ritrovo per le idee al di fuori dall’ordinario, in cui si
ambisca all’impossibile, promuovendo questo tipo di attitudine, invitando gli artisti
dell’hinterland milanese a condividere le proprie idee, organizzando eventi. Che sia un
luogo in cui si conoscano quante vite possibili si possano vivere, dando accesso a questi
spazi a tutti quelli che altrimenti non avrebbero modo di conoscere queste realtà differenti,
organizzando concerti e performance. Bisogna mettere al centro le persone, unirle.
Poi a me piacerebbe che ci fosse anche una ruota panoramica, così che dall’alto si possa
avere una visione d’insieme e magari vicini alle stelle liberare la mente dai cattivi pensieri.
Un po’ di magia non guasta mai.

Un sogno
I sogni veri non si dicono.

Condividi questo post

POtrebbe interessarti anche:

Cultura
Don Osvaldo Saleri

La Morale della Favola: Un villeggiante

La curiosità Un villeggiante, molto curioso, in un alpeggio incontrò un pastore che accudiva il suo gregge; per soddisfare la sua curiosità questo villeggiante domandò: «Che bel gregge avete; permettete che vi faccia qualche domanda?», «Certamente» rispose il pastore! Qualche domanda «Quanta strada percorrono ogni giorno le vostre pecore, secondo…

approfondisci »