Intervista a Giuseppe Carlo Airaghi

Giuseppe Carlo Airaghi è nato a Legnano (MI) nel 1966. Vive a Barbaiana di Lainate (MI). Per decenni ha tenuto i propri testi nei cassetti della scrivania fino a al momento in cui ha perduto ogni pudore; da allora, esagerando, ha pubblicato le raccolte di poesia: “I quaderni dell’aspettativa” (Italic Pequod, 2019 – ChiareVoci 2024), “Quello che ancora restava da dire” (Fara Editore, 2020, vincitore Premio Vito Moretti 2023 e Premio Leopold Senghor 2024), “La somma imperfetta delle parti” (Ladolfi Editore, 2021), il poemetto “Monologo dell’angelo caduto” (Fara Editore, 2022, vincitore Premio Città di Arcore 2022), “Ora

che tutto mi appare più chiaro” (PuntoaCapo, 2023), vincitore Premio inediti Lago Gerundo, il monologo per voce recitante “L’insonnia di Persefone” (il Convivio Editore 2024)) e il romanzo “I sorrisi fraintesi dei ballerini” (Fara Editore, 2021). Ha curato l’antologia “Ogni sguardo su Milano” (ChiareVoci Edizioni 2024). È componente del gruppo “Officine letterarie – Poesia 33” che si prefigge lo scopo di organizzare eventi dedicati alla condivisione della poesia. Nel 2024 ha fondato la casa editrice “ChiareVoci Edizioni”

 

 Da quanto tempo a Lainate? 

Vivo a Lainate, più precisamente a Barbaiana (un sano e ironico campanilismo va mantenuto in vita)  da quando ho cinque anni

 Attività da scrittore

Ho accumulato compulsivamente e disordinatamente foglietti di appunti sin da adolescente, senza mai sentire la necessità di condividere con altre persone quanto vi andavo scrivendo, nella convinzione che non avessero altro valore se non quello, comunque importante, di sfogo personale e scavo interiore. Prevalentemente mi esprimo in versi malgrado abbia attraversato negli anni lunghi periodi di disamore nei confronti della poesia. All’età di cinquant’anni, spinto da motivazioni esterne che non è il caso di esporre in questa sede, ho perduto il mio pudore e ho pensato che se volevo dare un senso ai miei scritti era necessario farli uscire dalla mia camera, condividerli ed esporli al giudizio altrui.

 Prossimo obiettivo ?

Da circa un anno ho aperto una casa editrice all’interno della quale vorrei ospitare libri di poesia che, secondo il mio personale e fallace gusto, siano validi da un punto di vista tematico, di visione, di linguaggio e di aderenza alla contemporaneità. Il mercato editoriale nazionale è non solo saturo ma sproporzionato: eccessiva offerta rispetto alla modesta domanda. In considerazione di ciò aprire una nuova casa editrice da parte mia parrebbe una contraddizione ma la sproporzione a cui faccio riferimento ha portato a storture editoriali che somigliano a sfruttamento. Tutto sommato ho ricevuto molte cose positive dalla vita e sento il dovere di ricambiare; lo posso fare con i pochi mezzi che ho a disposizione: accogliere gratuitamente e divulgare le parole di autrici e autori che ritengo valide.

 Cosa serve a Lainate (con chi realizzarlo eventualmente)?

Lainate ha spazi e risorse umane valide per condividere cultura. La biblioteca mette a disposizione eventi e iniziative che spesso vengono ignorate. Faccio parte di un collettivo, “Officine letterarie – Poesia 33” che organizza eventi e incontri intorno alla poesia e alla letteratura lungo tutto l’asse del sempione. Quello che purtroppo noto è che risulta difficile fare rete con altri gruppi, collettivi e associazioni. Questo manca: fare rete, connettersi, allargarsi.

Un sogno

Segnare il gol della vittoria nella finale dei mondiali di calcio.

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