Sono Paolo Delmastro, classe 1967.
Di professione ingegnere elettronico, ma mi piace esplorare e mi appassiono ad ambiti diversi.
In particolare, sono giocatore e istruttore di scacchi, presidente della ASD Lainatescacchi.
Da quanto tempo a Lainate?
Sono nato a Milano, cresciuto a Rho, vivo a Lainate dal 2001
Attività da scrittore( da quanto/genere/libri pubblicati)?
Ho iniziato a scrivere intorno al 2012.
Non per vocazione, ma per il desiderio di realizzare un sogno dei miei genitori, che erano animati da una grande passione per la cucina.
Negli anni avevano accumulato una grande quantità di ricette che custodivano in un blocco di appunti e delle quali andavano
molto fieri.Talmente fieri che molte volte li sentivo dire che un giorno avrebbero pubblicato il loro manuale. Rimase solo un’intenzione, o un sogno, e quando mi resi conto che l’età cominciava ad avanzare decisi di farlo io per loro. Ma non mi piaceva l’idea di un freddo manuale di ricette, volevo raccontare di più: il modo in cui lavoravano insieme, i pasticci che faceva papà, la passione che mettevano per creare occasioni di convivialità per parenti e amici.
Allora decisi di unire al racconto delle preparazioni i ricordi di aneddoti legati ad alcuni dei loro piatti.
E fu così che mi trovai a pubblicare la mia prima opera: “Come mamma l’ha fatto” (Ed. Acar 2015).
Scrivendolo, mi resi conto che mi stavo divertendo molto e mi venne voglia di approfondire quest’arte, di cimentarmi in opere di narrativa.
Cominciai a frequentare una scuola di scrittura creativa, a scrivere racconti, dapprima brevi, poi sempre più lunghi e complessi, sperimentando stili, generi e tematiche diverse. Dopo qualche anno avevo accumulato un bel mucchietto di opere.
Decisi di metterle insieme e pubblicare una raccolta: “Delitto in vetrina” (Ed Montag, 2020), con la quale ho ricevuto un premio speciale della giuria al concorso letterario La Ginestra, nel 2022. Qui si trovano racconti diversi, alcune trame di genere thriller/noir e due racconti a tema scacchistico. Sì, stava riaffiorando la passione, o il demone, degli scacchi. Ma la raccolta non includeva un racconto particolare, che avevo tenuto da parte perché sentivo che aveva un grande potenziale per evolvere in qualcosa di molto più complesso. E così iniziai a lavorare al sogno di chiunque si diletti di scrittura: un romanzo.
Dopo quattro anni, a giugno 2024 il sogno è diventato realtà con l’uscita di “Il primo cassetto in basso” (Ed. Bookabook, 2024). Si tratta di un thriller ambientato a Milano, in cui l’enigma centrale ruota intorno a una famosa partita di scacchi. Prima ancora di uscire, questo romanzo mi ha dato una bella soddisfazione, aggiudicandosi il Premio Internazionale Maria Dicorato per romanzi inediti.
Ora l’avventura continua, perché oltre a fare bei numeri in Italia, abbiamo varcato i confini: è in corso la traduzione da parte di un editore di Mosca che ha voluto pubblicarlo in Russia. Presto, entro l’estate, uscirà il mio romanzo in cirillico!
Prossimo obiettivo?
Per ora sono ancora molto impegnato con la promozione: presentazioni, eventi, firmacopie. E’ tutto molto intenso e impegnativo ma restituisce belle soddisfazioni e permette di incontrare molti lettori, confrontarmi con loro, ascoltare le loro impressioni.
E’ un’esperienza molto formativa e quindi preziosissima, ne farò tesoro con il prossimo lavoro che al momento è ancora allo stadio di idea.
Ma è un’idea che sta maturando, che a volte affiora arricchita di nuovi dettagli, come se inconsciamente ci stessi già lavorando “in background”. Sarà un lavoro difficile perché dovrò documentarmi su argomenti che voglio trattare e di cui non sono esperto. Sarà un romanzo difficile da classificare, qualcosa fra il noir, il thriller e il gotico, ma soprattutto, anche questa volta sarà una trama che mi permette di affrontare temi importanti, sarà l’occasione per tentare di guardare dentro l’animo di un uomo che si trova a dover affrontare situazioni estreme.
Cosa serve a Lainate (con chi realizzarlo eventualmente)?
A Lainate serve quello che serve ovunque. Serve capacità di pensiero critico e autonomo, capacità espressiva in qualunque forma.
Serve la voglia di approfondimento e il coraggio di non accontentarsi delle semplificazioni comode che offrono oggi i media nascondendo la complicazione della realtà.
Troppo spesso si sente parlare di analfabetismo di ritorno, di analfabetismo funzionale, di difficoltà di comprensione. Se vogliamo che i giovani abbiano gli strumenti in futuro per rendere il mondo migliore di come lo hanno trovato, occorre che siano in grado di comprendere e gestire una realtà sempre più veloce e complessa.
Questi strumenti si fondano necessariamente sul linguaggio, scritto e parlato. Indipendentemente dall’indirizzo di studio e dalla futura professione, un giovane abituato ad approfondire, capace di valutare criticamente le informazioni, di esprimere pensieri elaborati, avrà un vantaggio enorme.
Quindi, serve coltivare il linguaggio, convincere i giovani che è bello, è cool, è “figo” saper scrivere, saper parlare, saper comprendere e farsi comprendere.
So che è facile a dirsi, molto meno a farsi e che tutto questo deve avvenire a scuola. Ma tutta la società può e dovrebbe contribuire creando occasioni e contesti fertili, ad esempio sfruttando risorse che non costano nulla: le persone che hanno voglia di condividere, insegnare, dare esempio, aiutare. Chiamiamolo “volontariato culturale”: utilizzare l’esperienza e le competenze di molti lainatesi, metterle insieme inventando modalità attraenti per avvicinare i giovani ad attività letterarie e artistiche, non come semplici spettatori ma come protagonisti. Facciamoli scrivere, leggere, comporre, recitare, suonare, dimostriamogli che tutto questo è divertente!
Un sogno
Il campionato mondiale di scacchi in Villa Litta, i due giocatori più forti al mondo che si sfidano nella Sala del Levati!
Il sogno nel sogno:
Per quel giorno, agli ingressi della città, sostituire i cartelli “LAINATE” con “LAINATE (Capitale degli Scacchi)”
Il sogno nel sogno nel sogno:
Che uno dei due contendenti sia un ragazzo lainatese

