L’uomo religioso
Un uomo molto religioso, che pregava ininterrottamente… purtroppo anche orgogliosissimo, decise di scalare una altissima montagna. Ma voleva la vittoria solo per sé, da non dividere con altri. Decise quindi di fare una scalata solitaria. Le prime ore trascorsero tranquille, mentre il rocciatore guadagnava agilmente la parete metro su metro. Ben presto, però, s’accorse che il sole stava tramontando troppo in fretta. All’improvviso, fu subito notte. Lo scalatore non era attrezzato per un bivacco in parete. Allora, con uno sforzo incredibile, continuò la scalata.
La scalata
L’oscurità improvvisa gli impediva di vedere ove metteva i piedi. Non sapeva che la vetta era ormai a pochi metri. All’improvviso, un passo falso e il rocciatore precipitò lungo il canalone, inghiottito dal baratro. Quando ormai aveva perso ogni speranza, sentì un violento strappo alla corda alla quale si teneva allacciato. Nell’oscurità più assoluta, ciondolando nel vuoto come un burattino, gridò: “Dio mio, aiutami!”. Dal cielo una voce profonda e chiara gli domandò: “Cosa vuoi che faccia per te?”. “Salvami, Dio mio!”. “Credi veramente che io possa salvarti?”. “Certamente, con tutto il cuore”. “Allora, recidi la corda cui sei aggrappato!”.
Il silenzio
Ci fu un lungo silenzio rotto solo dal respiro affannoso dello scalatore, che si avvinghiò ancora più saldamente alla corda. L’indomani, la squadra del soccorso alpino trovò il rocciatore morto. Congelato. Le mani stringevano ancora la corda. Si trovava appena a un metro dal suolo!
E tu, avresti reciso la corda?
A volte dobbiamo prendere decisioni che sono autentiche sfide alla nostra fede. Siamo così saldamente aggrappati alle nostre «corde» da non fidarci più di Dio?
Leggi il messaggio del profeta Isaia: «Io sono il Signore tuo Dio, io ti prendo per la mano e ti dico: Non temere, sono qui per aiutarti». (Is.41,13)
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