Il forziere che trasportava rotolò per i fianchi della duna, si sfasciò e sparse tutto il suo contenuto (perle e pietre preziose) nella sabbia. I1 principe non voleva rallentare la marcia, anche perché non aveva altri forzieri e i cammelli erano già sovraccarichi. Con un gesto tra il dispiaciuto e il generoso, invitò i suoi paggi e i suoi scudieri a tenersi le pietre preziose che riuscivano a raccogliere e portarle con sé. Mentre i giovani si buttavano avidamente sul ricco bottino e frugavano affannosamente nella sabbia, il principe continuò il suo viaggio nel deserto.
Il paggio
Si accorse, però, che qualcuno continuava a camminare dietro a lui; si voltò e vide che era uno dei suoi paggi che lo seguiva, ansimante e sudato. «E tu?» gli chiese il principe, «non ti sei fermato a raccogliere niente?». Il giovane diede una risposta piena di dignità e di fierezza: «Io seguo il mio re».
Dove è il tuo tesoro, là è anche il tuo cuore! Potremmo domandarci: “Che posto occupano nel nostro cuore le ricchezze”?
