La Morale della Favola: Il sorriso degli angeli

Un uomo bussò Una volta, un uomo bussò alla porta del cielo e. chiese di essere accolto in Paradiso. «Puoi rimanere qui solo se torni sulla terra e porti la cosa più preziosa che trovi». La ricchezza Molto triste, l’uomo torno sulla terra, e si diede da fare finché riuscì…

Un uomo bussò

Una volta, un uomo bussò alla porta del cielo e. chiese di essere accolto in Paradiso. «Puoi rimanere qui solo se torni sulla terra e porti la cosa più preziosa che trovi».

La ricchezza

Molto triste, l’uomo torno sulla terra, e si diede da fare finché riuscì ad

entrare in possesso dei gioielli della corona del re Ciro. E portò i magnifici gioielli della corona alla porta del cielo. Ma gli angeli guardiani scossero la testa: «Questo non significa niente qui. Le nostre strade sono lastricate di pietre preziose. Tutti i nostri muri sono fatti d’oro. Non ha alcun valore. Questo non è altro che cosa comune, qui».

La forza

L’uomo se ne tornò triste sulla terra e ricominciò a cercare, e visitando un museo scoprì, abbandonata in un angolo, la spada di Alessandro Magno. La portò in Paradiso. Ma gli angeli inesorabili: «Tutto il potere della Terra, qui non significa niente». «Scendi di nuovo sulla Terra e portati qualcosa di veramente prezioso».

La sapienza

L’uomo tornò sulla terra. Cercò e cercò, finché nella vecchia biblioteca di un monastero ormai ridotto a un rudere trovò i detti inediti della Sapienza di Salomone. Portò il suo tesoro in cielo. «La saggezza del mondo non ha più senso qui», gli dissero. Così tristemente tornò di nuovo sulla Terra. Studiò e studiò, camminò e camminò. Provò a pensare di tutto. Un giorno, si sedette stremato sulla panchina di un piccolo giardino pubblico. Era molto stanco.

Il gioco dei Bambini

Nella buca della sabbia i bambini giocavano. La voce di un bambino lo scosse. Aveva le lacrime agli occhi e le mani impiastricciate di sabbia. «Signore, non riesco a fare il tunnel, mi aiuti?». L’uomo asciugò le lacrime del bambino e si inginocchiò nella sabbia. Scavò finché non riuscì a costruire una galleria abbastanza resistente, così che il bambino riprese a far correre le sue palline colorate. Proprio in quel momento l’uomo fu richiamato in Cielo. Mostrò le sue mani agli angeli guardiani. Erano vuote, tranne qualche traccia delle lacrime del bambino e alcuni granelli di sabbia! Era rassegnato ad un nuovo rifiuto, invece gli angeli sorrisero e spalancarono la porta, mentre il coro dei beati intonava il grande “Alleluia” di benvenuto!

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