Il gelato
Qualche tempo fa quando un gelato costava molto meno di oggi, un bambino di dieci anni entrò in un bar e si sedette al tavolino. Una cameriera gli portò un bicchiere d’acqua. «Quanto costa un gelato ‘formula super’?» chiese il bambino. «Un euro e settanta», rispose la cameriera.
Le monete
Il bambino prese delle monete dalla tasca e cominciò a contarle. «Bene, e quanto costa un ‘gelato ‘semplice?». in quel momento c’erano altre persone che aspettavano e la ragazza cominciava un po’ a perdere la pazienza. «Un euro e venti centesimi!» gli rispose la ragazza in maniera brusca. Il bambino contò le monete ancora una volta e disse: «Allora mi porti un gelato semplice!». La cameriera gli portò il gelato… e il conto. Il bambino finì il suo gelato, pagò il conto alla cassa e uscì!
Il pianto
Quando la cameriera tornò al tavolo per pulirlo cominciò a piangere perché lì, ad un angolo del piatto, c’erano 50 centesimi di mancia per lei. Il bambino aveva chiesto il gelato semplice e non il “Super” per riservare la mancia alla cameriera. Pianse perché l’efficienza ed il guadagno le avevano impedito di accorgersi di una persona che stava servendo, figuriamoci di un bambino!
«Dio ha messo il suo amore nei nostri cuori» (San Paolo, Lettera a Romani 5,5).
