La maleducazione
Poco dopo tornarono Re e Regina scriccioli e i piccoli raccontarono subito che cosa era accaduto. «Non sia mai detto che i miei piccoli vengano offesi!» disse il Re. «Dichiarerò subito guerra all’orso». E così fece. L’esercito di Re scricciolo si radunò. C‘erano tutti gli animaletti con le ali: uccellini, farfalle, mosche, api. E anche l’orso radunò il suo esercito. C’erano tutti gli animali più grossi a quattro zampe: lupi, cavalli, elefanti… e il comando supremo era affidato alla volpe, perché era la più astuta. Prima di partire per la battaglia, la volpe spiegò il suo piano ai soldati: «Seguitemi e vi porterò alla vittoria! La mia coda sarà il segnale. Finché starà ritta avanzate e picchiate sodo. Soltanto se mi vedrete abbassare la coda, vorrà dire che le cose vanno male e dovremo scappare, ma questa è una eventualità da non prendere neppure in considerazione…». Nascosta nel cespuglio vicino, c‘era una libellula del controspionaggio e subito volò dal Re a raccontare quello che aveva udito. «Bene» disse il Re. «Quando la volpe verrà avanti, la zanzara vada a pungerla sotto la coda!».
La scaltrezza
I due eserciti si fronteggiarono. La volpe aveva la coda ben dritta e, dietro di lei, orsi e lupi ironizzavano sui nemici. Ma la zanzara piccola piccola volò sotto la coda della volpe e cominciò a pungerla e a pungerla finché essa fu costretta ad abbassare la coda per il dolore. Vedendo la volpe con la coda abbassata, i soldati dell’orso pensarono: «Abbiamo perso!» e fuggirono a gambe levate. E questa volta risero Re scricciolo e i suoi coraggiosi piccolini.
