L’aeroporto
Come in tutti gli aeroporti di questo mondo il “traffico” risulta essere molto sostenuto, quasi caotico. Un aeroporto di una città dell’Estremo Oriente, fu investito da un furioso temporale. I passeggeri, che dovevano partire, attraversarono di corsa la pista per salire su un DC3 pronto al decollo per un volo interno. Un missionario, che doveva recarsi in un villaggio nell’interno del Paese, bagnato fradicio, riuscì a sedere in posto comodo accanto ad uno dei finestrini, mentre pregava silenziosamente; intanto una graziosa hostess aiutava gli altri passeggeri a sistemarsi nel velivolo.
L’hostess
Il decollo era prossimo e un uomo dell’equipaggio chiuse il pesante
portello dell’aereo. Improvvisamente si vide un uomo che correva verso l’aereo, riparandosi come poteva, con un impermeabile. Il ritardatario bussò energicamente alla porta dell’aereo chiedendo di entrare! L’hostess gli spiegò a segni, che era troppo tardi. Ma l’uomo raddoppiò i colpi contro lo sportello dell’aereo. L’hostess cercò di convincerlo a desistere. «Non si può… E’ tardi… Dobbiamo partire». Cercava di far capire con segni dall’oblò. Ma niente da fare, l’uomo insisteva e chiedeva di entrare. Alla fine, l‘hostess cedette e aprì lo sportello!Il pilota
Tese la mano e aiutò il passeggero ritardatario ad issarsi nell’interno e rimase a bocca aperta. Quell’uomo era il pilota dell’aereo.
Attenzione! Non lasciamo a terra “il pilota” della nostra vita!
