La pioggia
Vi furono tre giorni di pioggia ininterrotta e inarrestabile, in un paesino della costa ionica, con momenti di paura e di panico e, purtroppo, vi furono diversi dispersi e morti! In un antico castello, posto sopra l’abitato del paese, per la furia dell’acqua si staccò un grande masso di pietra e sarebbe certamente precipitato su un gruppetto di case sottostanti. Ma, sulla sua strada quel masso trovò un robusto ulivo, ben piantato nel terreno, che ne deviò il corso, spostandolo su una casetta disabitata e fatiscente. Nell’impatto, quella casa fu travolta! L’ulivo resistette… e protesse così la casa immediatamente sottostante, che era invece abitata da una famiglia.
Paura e riconoscenza
Immaginate la loro paura ed insieme la loro riconoscenza. Al mattino, alle prime luci dell’alba, finite le “turbolenze metereologiche”, poterono infatti rendersi conto che erano stati letteralmente miracolati. L’ulivo era si tutto sbucciato e ferito, ma, tenace e resistente, aveva retto l’impatto e salvato la vita di quella gente, la cui casa era posta proprio nella esatta direzione del masso.
Reciprocità
In quel momento si ricordarono che due anni prima, in un improvviso incendio scoppiato sul pendio del castello, proprio loro erano accorsi rapidamente e avevano difeso quell’ulivo dalle fiamme. Stupiti e grati, conclusero: «Due anni fa, noi abbiamo salvato questo ulivo dell’incendio. Ora è l’ulivo che ha salvato la vita a noi».
Tra noi e il Creato c’è un rapporto vitale. L’uno per l’altro, in una relazione strettissima ed una interazione perenne. Se noi salviamo ii Creato, il Creato salva noi!
