La pazienza

La collina delle Langhe

Sul dolce declivio di una collina delle Langhe viveva una prospera comunità di peschi, in primavera, i loro fiori formavano una morbida nuvola rosa che faceva la gioia dei viandanti. ln mezzo ai peschi di lungo corso, era spuntato un giovane pesco, che cresceva vigoroso.

Tiepido febbraio

Quando. le giornate di fine febbraio

si fecero tiepide il giovane pesco cominciò a chiedere: «È ora? Possiamo fiorire?». «Porta pazienza. ragazzo. È presto. Possono ancora venire venti freddi e anche qualche gelata. Aspetta, verrà anche la tua ora!», gli diceva il vecchio ed esperto pesco accanto a lui. Brontolando, il giovane pesco annuiva, ma gonfiava le sue gemme. «Sono solo invidiosi, perché sono vecchi», rimuginava tra sé.

Il non ascolto

Una delle ultime sere di febbraio, illuminata da un sole particolarmente dolce, il giovane pesco tornò a chiedere: «Adesso posso fiorire?». Il vecchio pesco rispose: «No, ragazzo mio. Non è ancora primavera. È probabile che vengano ancora giorni di freddo». Il giovane pesco sbottò: «Uffa! Voi grandi siete tutti così! Sempre con i vostri “stai attento qui, aspetta là, abbi pazienza!’. Sono stufo delle vostre lagne! C’è un bel sole e decido io per me». E i boccioli del giovane pesco esplosero in magnifici fiori rosa.

«Guarda quel pesco: è già fiorito! È bellissimo!», dicevano i passanti ammirati. Sulla collina era l’unico pesco fiorito e tutta l’ammirazione era per lui. Il giovane pesco si pavoneggiava esultante. Il sole di febbraio purtroppo dura poco. Il giorno dopo, come una lama tagliente e gelida, il freddo annientò crudelmente i fiori e i sogni del giovane pesco.

I giovani hanno il fuoco.

Agli anziani resta la luce… ma anche la brace!

 

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