Livio Canzi, CSLS e le attività dei “suoi ragazzi”
CSLS collabora con diverse Cooperative del territorio di Lainate
Presidente Canzi, parlando di organizzazione aziendale interna accennava alle prove di abilità in relazione al lavoro e al territorio lainatese. Come funziona il processo?
” In premessa dico che il legame con il territorio lainatese è un’affinità specifica e rappresenta una logica precisa. Riteniamo di essere un bene per la comunità di Lainate.
Prima di iniziare a lavorare qui da noi si tratta di capire “cosa si può fare, quali attività lavorative si possono svolgere”.
Una volta individuate le attività che i ragazzi con disabilità possono
svolgere, andiamo avanti e questo ci permette di sviscerare e affrontare una problematica importante per il territorio.I disabili ci sono e ci sono varie disabilità.
Ci sono disabilità che rendono veramente impossibile lavorare, ma ci sono anche disabilità che invece permettono di lavorare, di svolgere attività e di crescere anche socialmente. Quelli più attivi, alla fine, le aziende ci chiedono di poterli assumere.
Questo è stato ed è tuttora l’indirizzo che si è dato la Cooperativa. È la sua funzione.
Noi studiamo e ci domandiamo quali siano le problematiche, come si riscontrino e quali opportunità possiamo offrire ai ragazzi e alle ragazze”.
Quali sono le principali questioni che una Cooperativa come la vostra si trova ad affrontare?
“Le difficoltà di una Cooperativa come la nostra riguardano fondamentalmente una questione: la capacità di lavorare come tutte le altre aziende private, serie e responsabili.
Cioè dobbiamo essere credibili, sapere come agire, perché e come muoverci…
Ecco, noi viviamo un po’ la difficoltà di un sistema più generale e la sua attenzione alle problematiche dei disabili. Questo però solo fino ad un certo punto, cioè finché i responsabili di alcune grandi aziende sciolgono le riserve sulla nostra capacità di eseguire i lavori seriamente”.
Come si svolge la giornata lavorativa?
“Facciamo due ore di lavoro, poi venti minuti di intervallo in cui le persone con disabilità sono libere. Possono giocare, divertire, parlare e dialogare con gli altri.
Quindi in buona sostanza al mattino e nel pomeriggio ci sono due intervalli da venti minuti ciascuno.
Ecco, in questo modo abbiamo pensato di rendere ancora più gradevole il lavoro nella cooperativa”.
Un bel modo per socializzare…
“È proprio quello il nostro “motto”. È il nostro tema principale: socializzare.
Per tutte le persone qui sono importanti il rapporto personale e le relazioni.
Le persone con disabilità devono essere sempre coinvolte in tutto e rese partecipi, non solo delle gioie e dei bei momenti trascorsi insieme.
Devono essere coinvolte anche nei problemi che la cooperativa si trova ad affrontare. Problemi di lavoro che la cooperativa si trova davanti.
Abbiamo riscontrato che in questo modo i ragazzi sono più interessati a quello che succede e di conseguenza più attaccati al lavoro.
Non è raro che quando sono ammalati vorrebbero comunque essere in cooperativa.
Insomma, per loro questo è un punto fermo della loro vita.
Questo è molto importante per tutti noi e per la collettività”.
Continua …

