Livio Canzi gli inizi: la COOP, i genitori e gli imprenditori -Seconda parte

Livio Canzi e gli inizi di CSLS- Cooperativa Sociale di Lavoro e Solidarietà- Il ruolo della COOP, i genitori e gli imprenditori

Seconda parte

Intervista esclusiva

CSLS nacque dall’incontro di Livio Canzi in COOP con alcuni genitori.

Presidente, dopo il primo colloquio con i genitori, cosa accadde?

“Riflettemmo insieme, ci incontrammo altre volte e concordammo sull’idea di “fare qualcosa”.

Era un’ottima idea, ammirevole, ma non di semplice ed immediata realizzazione.

Ne abbiamo discusso a lungo.

Ci domandavamo da dove iniziare, come procedere, quale tipologia di struttura si poteva creare…

Ci ragionammo parecchio.

E poi?

” E poi alle fine proposi di creare “qualcosa di autonomo”, qualcosa di indipendente.

Un’azienda di tipo

industriale, non di servizi.

Decidemmo di non procedere, come altre strutture in cui si svolgono attività solo partecipando esclusivamente ai bandi pubblici finanziati per far lavorare le persone.

Questo modo di procedere non ha certezza sul futuro imprenditoriale.

Non volevamo creare un qualcosa di temporaneo, di incerto, con il rischio di determinare situazioni in cui si aspetta e si spera… e poi chissà se e cosa succede…

Alla fine decidemmo di creare una vera e propria azienda, con tutte le implicazioni che questo comporta”.

Proposta coraggiosa. Cosa disse a quei genitori?

“Dissi: -…creiamo un‘azienda vera e propria dove i ragazzi condividono un progetto e si riconoscono in quello che fanno. Formiamo qualcosa in cui loro siano parte attiva.

In cui ragazzi e ragazze siano lì tutti insieme e producano qualcosa in un preciso luogo fisico.

Una sede in cui partecipare efficacemente alle attività aziendali, in modo concreto e pratico-”.

Assodato il primo passaggio: creare un’azienda, poi, cosa accadde?

“A quel punto dovevamo individuare insieme i settori industriali di riferimento.

Ci domandavamo dove collocarci, quale settore di mercato scegliere…

Ecco! A quel punto entrò in gioco Pozzoli.

Era un imprenditore e capì subito l’idea. Colse al volo la proposta”.

E poi via!

“Sì, poi partimmo!

Occorreva poter avere un capannone e trovare aziende disposte a darci del lavoro come terzisti.

E qui intervenne la COOP di Lainate e nel giro di qualche mese decise di regalare a questo gruppo di volenterosi diciotto milioni di lire di allora. Li trasferimmo nell’arco di due anni. Avevamo potuto farlo perché quei soldi erano già accantonati in bilancio.

Erano già destinati ad una possibile edificazione per gli anziani di Lainate…”.

Continua …

 

 

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