Tiziana d’Oppido a Lainate

Tiziana d’Oppido. Scrittrice, Traduttrice, interprete, insegnante e, dal 2020, Assessora a Cultura, Cinema, Turismo, Sassi Patrimonio UNESCO e Pari opportunità di Matera. Qualche mese fa è venuta proprio a Lainate a presentare il suo ultimo libro: “Dodici”. Il capello non è un accessorio qualsiasi, è l’accessorio, l’elemento sartoriale che fa…

Tiziana d’Oppido. Scrittrice, Traduttrice, interprete, insegnante e, dal 2020, Assessora a Cultura, Cinema, Turismo, Sassi Patrimonio UNESCO e Pari opportunità di Matera.

Qualche mese fa è venuta proprio a Lainate a presentare il suo ultimo libro:
“Dodici”.

Il capello non è un accessorio qualsiasi, è l’accessorio, l’elemento sartoriale che fa la differenza. È un oggetto dotato di uno straordinario potere di trasformazione. Ho visto schiene raddrizzarsi e andature trasformarsi dopo aver posato il cappello giusto sull’unica testa alla quale apparteneva. Come con un colpo di bacchetta magica.

Così esordisce la scrittrice che ci butta lì, con gli occhi strabuzzati davanti a Ester,

la protagonista.

La nostra vita è un viaggio di sola andata. Io mi tengo stretta il biglietto fino alla destinazione. Il tempo passa in fretta, soprattutto quando si ha la mia età .

La protagonista, Ester, non è più giovane ma è ancora piena di sogni e di progetti, primo fra tutto: conquistare l’Inghilterra.

Il suo dono è capire al volo il cappello giusto per ogni testa. L’avventura inizia. La squadra è pronta e Ester inizia a far vita ai primi bozzetti.

Lei solitamente si fa guidare dalla sua intuizione ma ora deve riuscire a creare un cappello straordinario per farlo indossare a Jude Soul, deciso come testimonial dei suoi cappelli per sbarcare in Inghilterra.

“Come scegliere il dettaglio giusto? Conoscere il carattere di chi lo indosserà e’ di grande aiuto”. Questo il punto di partenza della protagonista per creare i suoi lavori: uno sguardo attento e indagatore.

Tiziana d’Oppido. Traduttrice, interprete, insegnante e, dal 2020, Assessora a Cultura, Cinema, Turismo, Sassi Patrimonio UNESCO e Pari opportunità di Matera. Collabora con case editrici e festival letterari.

La intervistiamo. Come e’ nata l’ idea della modista di cappelli?

“Volevo far entrare il lettore nella testa di un artista. La modista Ester, protagonista di “Dodici”, è metafora della maggior parte degli artisti, che non sono quelli blasonati o di successo, ma gli incompresi, gli sconosciuti o i votati al fallimento, che nonostante tutto continuano a creare perché il non esprimersi equivarrebbe a non respirare. Ester racconta le sue emozioni e le sue frustrazioni spiegando come le vive un artista. Che è spesso un’anima fragile, vulnerabile e nel contempo fortissima.

Ne ho conosciuti tantissimi, oltre a essere un’artista anch’io. Perché il cappello? Perché è un oggetto affascinante. È un accessorio solo in apparenza leggero, frivolo ma in realtà carico di significati: nasconde, riscalda, protegge, identifica, segnala un ruolo, un’appartenenza, a volte anche un potere. Chi entra in una cappelleria non cerca solo un cappello ma una possibile versione di sé. Come racconta Ester: “Il cappello non è un accessorio qualsiasi, è l’accessorio, l’elemento sartoriale che fa la differenza. È un oggetto dotato di uno straordinario potere di trasformazione.

L’intervista prosegue su

Il cappello di Matera: intervista a Tiziana d’Oppido

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