La Morale della Favola: Un bambino e l’aquilone

Un bambino Un bambino, aiutato dal nonno, in un bel prato con una tersa e ventilata mattina di marzo, fece innalzare nel cielo un magnifico aquilone. Portato dal vento, l’aquilone saliva e saliva sempre più in alto, finché divenne solo un puntolino. Il filo Il filo si srotolava e seguiva…

Un bambino

Un bambino, aiutato dal nonno, in un bel prato con una tersa e ventilata mattina di marzo, fece innalzare nel cielo un magnifico aquilone. Portato dal vento, l’aquilone saliva e saliva sempre più in alto, finché divenne solo un puntolino.

Il filo

Il filo si srotolava e seguiva l’aquilone verso l’alto, ma il nonno aveva legato saldamente una estremità del filo al polso del bambino. Lassù, nell’azzurro, l’aquilone dondolava tranquillo e sicuro, seguendo le correnti. Due grassi piccioni chiacchieroni, che volavano pigramente, si affiancarono all’aquilone e cominciarono a fare commenti sui suoi colori. «Sei vestito proprio in ghingheri, amico», disse uno.

«Dai, vieni con noi. Facciamo una gara di resistenza» disse l’altro. «Non posso», disse l’aquilone. «Perché?».

Ancoraggio

«Sono legato al mio padroncino, laggiù sulla terra». I due piccioni guardarono in giù. «Io non vedo nessuno», disse uno. «Neppure io lo vedo», rispose l’aquilone, «ma sono sicuro che c’è: perché ogni tanto sento uno strattone al filo».

Sii felice se ogni tanto Dio da uno strattone al tuo filo.

Non lo vedi, ma è legato a te. E non ti lascerà perdere. Mai.

 

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