Villa Visconti Borromeo Litta Percorsi verdi

Percorsi verdi in Villa Litta a Lainate  Una passeggiata lungo i selciati e gli spazi verdi, talvolta anche intimi, di Villa Visconti Borromeo Litta  Non ci si abitua mai alla bellezza di questa villa, che oltre al fascino delle sue stanze decorate e affrescate, al suo Ninfeo, alle fontane e…

Percorsi verdi in Villa Litta a Lainate 

Una passeggiata lungo i selciati e gli spazi verdi, talvolta anche intimi, di Villa Visconti Borromeo Litta 

Non ci si abitua mai alla bellezza di questa villa, che oltre al fascino delle sue stanze decorate e affrescate, al suo Ninfeo, alle fontane e alle sculture, offre un’interessante esperienza anche da un punto di vista naturalistico. 

Il percorso

Facendo un percorso e una volta entrata nella sala del Levati, che è la mia preferita, è bello scorgere dalla vetrata un bagliore verde, un prato che interrompe, ma che allo stesso tempo abbraccia,

i colori tenuamente tortora e dorati degli affreschi al soffitto, di cui colpisce l’illusione ottica di una cupola, creata dalla sapiente tecnica di Giuseppe Levati, da cui prende appunto il nome la sala.

Una sala da pranzo preziosa
Nella Sala del Levati un tempo si tenevano i pranzi, in un’ambiente ricco ed elegante, ben illuminato e impreziosito non solo dai dipinti e dallo splendido pavimento in stile veneziano, ma anche da una stufa in ceramica realizzata artigianalmente dai maestri dell’epoca. 

Piatti e cristalli

Per me è semplice immaginare quanto fosse gradevole trascorrere e convivere in uno spazio così pregiato, quanto fosse gratificante, tra il tintinnio di preziosi piatti e cristalli, poter intravedere un piccolo giardino a sé stante, racchiuso e circondato da siepi di tasso che fungevano anche da barriera acustica.

La sera

Per questo, la sera, era possibile allestire rappresentazioni teatrali o concerti, sicuri di poter godere del potere enfatizzante della luna.
Chissà quante volte i nobili si saranno affacciati dal balcone che sporge dalle mura del palazzo del ‘700, facendo spaziare il loro sguardo dal giardino fino a tutta la panoramica del Parco. 

Nobili ombre
Quante dame avranno passeggiato lungo un’altra sorprendente siepe, che collega il piccolo giardino al resto del Parco, che è composta da carpini altissimi e ombrosi, per poter garantire un filtro potente contro i raggi del sole, nemici di quel pallore bluastro che dovevano avere le nobildonne a quei tempi.

Personalità aristocratiche
Organze, ombrellini e civetterie hanno abitato nei secoli in questo luogo, hanno camminato sul selciato insieme a personalità aristocratiche ed artistiche di tutto il mondo e insieme ai loro cani da caccia e animali da compagnia. 

Mi sembra di sentire le risate e i gridolini, i guaiti e la musica, in un contesto che non può far altro che ammaliare.

Alberi secolari
Una volta superati i carpini si arriva nel cuore del Parco con i suoi innumerevoli alberi. Il simbolo verde di Villa Litta è certamente lo splendido ginkgo biloba, non poco distante dalla fontana di Galatea.
Ma colpiscono anche i cedri del libano e un platano in particolare, che svetta maestoso verso il cielo con il suo tronco screziato, i rami eleganti e le foglie palmate.

Serre liberty
Ho concluso la mia passeggiata green con le bellissime serre liberty realizzate con strutture in ferro battuto e progettate già nel tardo ‘700, con un sistema di vaporizzazione dell’acqua.
Oggetto di un recente e straordinario restauro conservativo, ospitano numerosissime specie di piante succulente ed è di notevole impatto. 

Le piante e le famiglie

Qui si coltivano specie per lo più appartenenti alla famiglia delle cactaceae, delle euphorbiaceae e delle asclepidaceae, provenienti da zone del globo a clima tropicale e temperato. La chicca delle serre non si ferma qui, prosegue nell’affascinante parte sotterranea,  ricca di orchidee colorate, che oggi come allora, devono aver affascinato con forme e cromie diverse i tanti visitatori amanti della Villa e della natura.

Simona Deiola

Foto by https://speciali.sempionenews.it/

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