2 giugno. La Festa della Repubblica è anche una festa dell’identità nazionale

Una ricorrenza che per anni abbiamo rischiato di dimenticare Fortunatamente ogni anno, il 2 giugno, l’Italia celebra la Festa della Repubblica. Le Frecce Tricolori colorano il cielo di Roma mentre le autorità di turno rendono omaggio al Milite Ignoto e le piazze si riempiono di bandiere tricolori. Verde bianco e…

Una ricorrenza che per anni abbiamo rischiato di dimenticare

Fortunatamente ogni anno, il 2 giugno, l’Italia celebra la Festa della Repubblica.

Le Frecce Tricolori colorano il cielo di Roma mentre le autorità di turno rendono omaggio al Milite Ignoto e le piazze si riempiono di bandiere tricolori. Verde bianco e rosso, con il Verde all’asta, come si dice per identificare l’ordine dei colori.

Forse abbiamo dimenticato, come dimentichiamo tante cose.

Non tutti ricordano infatti che questa ricorrenza, per un lungo periodo, perse il suo carattere di festività civile. Nel 1977, nell’ambito delle misure di contenimento della spesa pubblica, il 2 giugno fu infatti spostato

alla prima domenica del mese. Solo nel 2001 tornò ad essere festa nazionale a tutti gli effetti.

Può sembrare un dettaglio. Non lo è.

Le nazioni vivono di economia, di istituzioni e di leggi. Ma sono anche e soprattutto simboli, memoria e appartenenza. Quando una comunità smette di ricordare le proprie radici, finisce inevitabilmente per indebolire il proprio futuro. Anni fa una pubblicità diceva: “…meditate gente, meditate”.

Il giorno in cui gli italiani scelsero

Un poco di memoria, non abbiatene a male. Il 2 giugno 1946 gli italiani furono chiamati a una scelta storica. Attraverso il referendum istituzionale decisero di archiviare la monarchia e di dare vita alla Repubblica, alla Repubblica italiana. Fu un passaggio epocale.

Un Paese uscito dalla guerra, ferito materialmente e moralmente, trovò la forza di affidare il proprio destino alla volontà popolare. Da quella scelta nacquero le istituzioni repubblicane e, pochi mesi dopo, il percorso che avrebbe portato alla Costituzione. La Costituente.

Per questo il 2 giugno non appartiene a una parte politica. Appartiene a tutti gli italiani. Come la Resistenza, anche se qualcuno cerca di ingannarvi, di appropriarsene come se fosse il Monopolio Tabacchi.

La Patria non è una parola del passato

Negli ultimi anni parole come Patria, Nazione e identità sono state spesso guardate con sospetto, anzi sono parole Tabù. Se le pronunciate rischiate molto, forse addirittura di essere considerati fascisti. Ora vanno di moda nazioni che tali ancora non sono e bandiere che appartengono a una organizzazione e non a una nazione.

Eppure una comunità senza identità è una comunità fragile, destinata a implodere, probabile vittima di aggressioni che con essa nulla hanno a che fare.

Amare la propria Patria non significa sentirsi superiori agli altri. Significa riconoscere il valore della propria storia, della propria cultura, delle proprie tradizioni, della lingua che parliamo, dei paesaggi che ci circondano e delle generazioni che ci hanno preceduto.

Dei morti, tutti, che hanno dato la vita per questo Paese. Ma attenzione, la Storia di questo Paese non si ferma alla Resistenza è molto, molto più antica e i morti sono molto molto più numerosi. Sono tutti quelli che con sangue, sudore, sconfitte, lavoro, figli, famiglie, campi, povertà, ingegno, intelligenza, impegno e sacrifici immensi hanno costruito nei secoli questo Paese sino a quando gli eventi hanno consentito che si potesse chiamare Nazione, Stato, Repubblica. Italia.

L’Italia non è soltanto un territorio amministrato da uno Stato. Non è un pezzo di terra dentro dei confini.

L’Italia è Giotto, Michelangelo, Caravaggio, Bramante, Donatello, Bernini, Dante, Leonardo, Galileo, Leopardi, Manzoni, Verdi, Marconi, Majorana, Abbado, e.…Mille e ancora mille altri.  È Roma, Venezia, Firenze, Napoli, Palermo, Siena e i piccoli meravigliosi borghi che il mondo tutto ci invidia. È il lavoro di milioni di famiglie che hanno costruito benessere e coesione sociale. È il sacrificio di chi ha servito il Paese nelle istituzioni, nelle forze armate, nelle imprese e nel volontariato.

Una Repubblica da custodire

La Repubblica italiana è forte, ma non è indistruttibile. Lo vediamo, tutti i giorni.

Ogni generazione riceve in eredità un patrimonio fatto di libertà, diritti e democrazia. Nessuno può dare per scontato che tali conquiste siano eterne. Lo vediamo tutti i giorni.

Le istituzioni si indeboliscono quando prevale il disinteresse. L’identità nazionale si affievolisce quando è considerata un ostacolo anziché una ricchezza. La coesione di un popolo si incrina quando il consenso elettorale viene inseguito alimentando divisioni anziché appartenenza. Quando per meri  fini di consenso è disposta a introdurre elementi alieni, camuffando l’attacco dietro parole pelose.

La Repubblica non va celebrata soltanto il 2 giugno. Va difesa ogni giorno attraverso il rispetto delle regole, la partecipazione civica e l’amore per il bene comune.

Un tricolore che appartiene a tutti

Il tricolore non appartiene alla destra o alla sinistra. Non appartiene al governo o all’opposizione.

Appartiene agli italiani. Meditate gente, meditate.

Per questo il 2 giugno dovrebbe essere molto più di una giornata festiva. Dovrebbe rappresentare un momento di riflessione collettiva su ciò che siamo stati, su ciò che siamo e su ciò che vogliamo diventare.

Perché una nazione che smette di amare sé stessa difficilmente riuscirà a costruire il proprio futuro.

E perché l’Italia, con tutte le sue contraddizioni, resta una delle più straordinarie espressioni di civiltà che la storia abbia mai conosciuto.

Viva l’Italia, quella vera, quella degli italiani.

https://it.wikipedia.org/wiki/Italia

A Lainate in occasione della Festa della Repubblica  L’Ariston Urban Center:

Cerimonia di consegna del Premio Città di Lainate
martedì 2 giugno – ore 20.30
Premiazione accompagnata dal concerto del Corpo Musicale G. Verdi di Lainate e da momenti di lettura proposti dalla Commissione Cultura
INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI

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