Walt Disney la fabbrica dei sogni

Walter Elias Disney, Chicago 1901 Se c’è un uomo a cui i bambini, ma anche i grandi sognatori di tutto il mondo, devono molto, il nome di questo signore è Walt Disney. Un genio controverso, padre indiscusso del cinema di animazione dal 1923 fino alla sua morte nel 1966, periodo…

Walter Elias Disney, Chicago 1901

Se c’è un uomo a cui i bambini, ma anche i grandi sognatori di tutto il mondo, devono molto, il nome di questo signore è Walt Disney. Un genio controverso, padre indiscusso del cinema di animazione dal 1923 fino alla sua morte nel 1966, periodo durante il quale partecipò fattivamente a tutto il processo creativo dei cosiddetti “classici” Disney: gioielli disegnati a mano da troupe mastodontiche rimasti impressi nella mente di chi ha avuto e ha tutt’oggi la fortuna di vederli.

Per conoscere l’uomo fondatore di quella che, portando ancora oggi il suo nome, è

l’azienda più redditizia e importante del cinema mondiale, è bene conoscere alcuni aspetti della sua vita e qualche dato. Walter Elias Disney, nato a Chicago nel 1901, ha un anno di nascita che fa pensare: è come se l’inizio del ventesimo secolo avesse voluto portare con sé l’arrivo di un ‘illuminato’ destinato a cambiare il mondo dell’intrattenimento. Comunque… visse un’infanzia in un ambiente contadino, circondato da animali che fin da bambino amava disegnare, e qui forse possiamo già trovare una chiave di lettura per ciò che farà in futuro.

La Genesi di un mito

Dopo qualche primo inciampo imprenditoriale, tra cui un fallito tentativo di collaborare con Charlie Chaplin, insieme al fratello Roy, fonda nel 1923 la Disney Brothers Studios che oggi è la ‘The Walt Disney Company’. Ideò un personaggio: un topo antropomorfo, il suo nome era Mortimer, nome che non piacque alla moglie e che convinse il marito a cambiare. Sfruttando il nascente sonoro girò un cortometraggio di 7 minuti e 48 secondi dal titolo ‘Steamboat Willie’, presentato per la prima volta il 18 novembre 1928 presso il Colony Theatre di New York; il corto raccolse un unanime ed enorme consenso di critica e pubblico. Era la nascita di Topolino (Mickey Mouse, ndr).

Resosi conto delle sue capacità, si mise al lavoro seriamente: costruì a Burbank (LA) degli studios dedicati e in quel luogo assunse i migliori illustratori, registi, sceneggiatori, tecnici, animatori, compositori provenienti da tutti gli Stati Uniti d’America.

Le grandi opere, Fantasia

In quella ‘fabbrica di sogni’ dal 1937, quando uscì “Biancaneve e i sette nani”, furono prodotti fino ad oggi oltre sessanta film, ma quelli che possono essere definiti i veri classici Disney sono circa una ventina, passando appunto da “Biancaneve” a “Pinocchio” (1940), poi il più sperimentale ma al contempo meraviglioso ‘Fantasia’ del 1940, opera indimenticabile che sa armonizzare musiche e movenze degli ‘attori’ tra ippopotami che danzano in tutù, immagini astratte e fortemente simboliche come quella della creazione della terra. La colonna sonora di “Fantasia” è stata diretta da Leopold Stokowski, che ha introdotto famosissimi brani che spaziano dallo “Schiaccianoci” di Čajkovskij a “Toccata e fuga in re minore” di Bach, ma i bambini di tutto il mondo ricordano amabilmente la scena de “L’apprendista stregone” dove Topolino cerca di districarsi tra scope involontariamente animate cariche di secchi d’acqua sulle note di Paul Dukas.

Poi “Dumbo” (1941), “Bambi” (1942), “Cenerentola” (1950), “Alice nel Paese delle Meraviglie” (1951), “Le avventure di Peter Pan” (1953), “Lilli e il Vagabondo” (1955), “La bella addormentata nel bosco” (1959), “La carica dei 101” (1961), “La spada nella roccia” (1963), “Mary Poppins”, film a tecnica mista del 1964, “Il libro della giungla” (1967), “Gli Aristogatti” (1970), “Robin Hood” (1973), “La sirenetta” (1989), “La bella e la bestia” (1991), “Aladdin” (1992) e “Il re leone” (1994), a concludere un ciclo di film disegnati a mano in 2D prima dell’avvento della Pixar, nota per l’altissima definizione, la nascita dell’effetto visivo in 3D e infarcita di computer grafica il cui capostipite è ‘Toy Story’ (1995).

I temi, il genio, il riconoscimento planetario

Probabilmente i migliori sono quelli per cui Walt Disney ha assistito in maniera diretta alla produzione, ma è una considerazione da lasciare allo spettatore. Questi film sono fiabe, a volte caratterizzati da momenti tragici, divertenti, appassionanti che hanno una morale ben precisa e spesso sono tratti da opere letterarie già esistenti. Vi è sempre un lieto fine.

Se riguardiamo oggi uno di questi film, il fattore di cui ci accorgiamo probabilmente subito, essendo abituati a vedere film d’avanguardia nella loro perfezione tecnologica, sono i tratti di matita ben visibili a ricordare che veniva disegnato ogni singolo fotogramma per poi dare omogeneità all’opera. Per quanto riguarda i dati, basti sapere che Walt Disney è l’uomo che ha vinto ventisei, ripeto ventisei, Oscar su cinquantanove candidature. Nessuno ha fatto e farà di meglio: un emblema di dedizione al lavoro, creatività, leadership e innovazione.

Il lascito culturale

Il mio film preferito è ‘La spada nella roccia’, infatti il Mago Merlino con il suo gufo Anacleto sono personaggi strepitosi, come del resto l’antagonista principale: la divertentissima Maga Magò. Si andrebbe avanti a lungo a parlare del lavoro della Walt Disney e di Walt Disney… della reinterpretazione malinconica di “Pinocchio”, di quanto sia divertente “Gli Aristogatti”, di quanto ai bambini di tutto il mondo sia scesa una lacrima guardando “Bambi” e il “Re Leone”, di quanto siano stati avvincenti i duelli tra Peter Pan e Uncino, della follia del mondo di Alice… Che dire, non può essere riassunto tutto qui.

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