La famiglia
La prima “agenzia educativa” è la famiglia e questa favola rafforza questa convinzione. Una brava famiglia, come ce ne sono tante, è composta da tre persone (padre, madre e figlio) che davvero si vogliono bene, nel rispetto stanno crescendo insieme… ovviamente con i propri ruoli educativi specifici! Alla sera si ritrovano, non solo per mangiare insieme, ma anche per dialogare (soprattutto su come è andata la giornata). Il ragazzo, andando al catechismo incontra le prime difficoltà e chiede al papà e alla mamma di fargli capire due cose che, con questa istruzione religiosa, gli sono sorte come domande: «Mi dicono che Dio è buono, ma guarda quante guerre ci sono, e, chi ci va di mezzo sono tanti bambini e anziani che non c’entrano niente, c’è qualcosa che non quadra, che non capisco».
Il papà
Il papà risponde al figlio, che ansioso e desideroso di ascoltarlo: «Il Signore Gesù ci ha creati, con questo grande dono, quello della libertà; ognuno usa tutto quello che può “manipolare”, avendo la possibilità di accorgersi ed aiutare gli altri (e fortunatamente sono tante le persone che fanno così e fa tanti esempi), ma purtroppo, tanti altri usano di questo dono per propri comodi non curandosi degli altri, se poi hanno tanti soldi… (e ne vogliono sempre più, a scapito anche degli altri!) i bambini litigano e quando diventano grandi fanno le guerre. Noi non dobbiamo comportarci da egoisti!». «E, come facciamo a vederlo?» chiese poi il ragazzo.
La mamma
Risponde ora la mamma (perché comprende che il figlio anche così, vede i genitori uniti, che condividono alcuni valori!): «Vedi a te piace fare la colazione con il latte, con lo zucchero e i biscotti; ecco Dio è come lo zucchero, che rende più buono il latte, non lo vediamo, ma c’è; (Dio stesso usa questo linguaggio, quello dei segni, perché questi segni rimandano a qualcosa di più grande)». Il ragazzo comprese e soddisfatto ringraziò… e prima di andare a letto, ringraziò il Signore di avergli dato due bravi genitori!

