Il naufragio
Dopo un rocambolesco naufragio su un’isola deserta (e fuori dalle rotte percorribili) si salvarono sei persone, e andarono a cercare la legna per accendere un fuoco… ma non c’era neanche un albero sull’isola, persa nelle brume del mare del Nord (trovarono solo un piccolo ramoscello che la corrente aveva trascinato a riva); fattolo seccare, il giorno dopo ne presero una parte ognuno… dopo aver acceso un piccolo focherello con quello che rimaneva! Il freddo, di notte si faceva sempre più insopportabile.
I diversi naufraghi
La prima persona era una donna,… un guizzo della fiamma illuminò il volto di un immigrato dalla pelle scura e la donna che se ne accorse pensò: «Perché consumare il mio pezzo di legno per scaldare uno scansafatiche venuto a rubare pane e lavoro?». L’uomo che stava al suo fianco vide uno che non era del suo partito; mai e poi mai avrebbe sprecato il suo bel pezzo di legno per un avversario politico. La terza persona era vestita malamente e si avvolse ancor più nel suo giaccone bisunto nascondendo il suo pezzo di legno perché il suo vicino era certamente ricco e pensò: «Perché devo usare il mio rametto per un ozioso riccone?». Il ricco sedeva pensando ai suoi beni (alle due ville, alle quattro auto e al sostanzioso conto in banca), mentre la batteria del suo telefonino era scarica e si disse che doveva conservare il suo pezzo di legno a tutti i costi e non consumarli per quei pigri ed inetti. Il volto scuro dell’immigrato era una smorfia di vendetta nella fievole luce del fuoco ormai spento, stringendo forte il pugno intono al suo pezzo di legno; sapeva bene che tutti quei bianchi lo disprezzavano! Non avrebbe mai messo il suo pezzo di legno nelle braci del fuoco… era arrivato il momento della vendetta. L’ultimo membro di quel mesto gruppetto era un tipo gretto e diffidente, che non faceva mai nulla se non per profitto; pensò: «Me lo devono pagare, e molto caro, questo pezzo di legno!».
L’egoismo
Li trovarono così, con i pezzi di legno stretti nei pugni, immobili per la morte di assideramento! Non erano morti per il freddo dell’esterno, erano morti per il freddo interiore.

