La Morale della favola: Il buon umore

Un povero giocattolaio C’era una volta un povero giocattolaio che era sempre di buon umore e cantava dalla mattina alla sera… sempre; e c’erano sempre dei bambini alla sua finestra per ascoltarlo e cantare con lui. Però, nella casa accanto, viveva un uomo molto ricco che mal sopportava tutto questo,…

Un povero giocattolaio

C’era una volta un povero giocattolaio che era sempre di buon umore e cantava dalla mattina alla sera… sempre; e c’erano sempre dei bambini alla sua finestra per ascoltarlo e cantare con lui. Però, nella casa accanto, viveva un uomo molto ricco che mal sopportava tutto questo, perché trascorreva notti intere a contare i suoi soldi, e poi andava a letto la mattina (ma non riusciva a dormire, a causa del giocattolaio che continuava a cantare); dopo

vari ragionamenti capì come avrebbe potuto fare. Invitò il giocattolaio a casa sua.

Le monete d’oro

Titubante, ma onorato, il giocattolaio indossò il vestito più bello che aveva e si presentò a casa del ricco; con sua grande sorpresa il ricco, dopo i convenevoli di rito… gli regalò una piccola borsa. Tornato a casa, aprì la borsa e rimase sbalordito: era piena di monete d’oro (mai, in vita sua, aveva visto così tanti soldi); li contò e li ricontò, mentre i bambini alla finestra aspettavano invano almeno qualche canzone, ma ora il giocattolaio era tutto preso dai suoi soldi ed era così preoccupato per essi che se li portò a letto la sera… ma anche lì continuava a pensare ai soldi e non riusciva a dormire-.Si alzò e portò le monete in soffitta, ma continuava ad aver paura che non fossero al sicuro neppure là; pensò di nascondere nel camino, ma l’ansia continuò a roderlo. «Le metterò nel pollaio, nessuno le cercherà in mezzo alle galline!» ma era ancora nervoso; scavò in fretta un buco profondo nel giardino e lì le seppellì.

La serenità

Era però rimasto così preoccupato per quei soldi, che non riusciva più a lavorare serenamente e, ovviamente, non riusciva neppure a cantare; così i bambini smisero di fargli visita. Alla fine il giocattolaio era così infelice che disseppellì le monete d’oro, tornò dal vicino e gli disse: «Per favore, si riprenda i suoi soldi». «La preoccupazione mi ha fatto ammalare e ho persino perso i miei amici; preferisco essere un povero giocattolaio come prima» e da quel momento ritornò di nuovo ad essere felice, e ricominciò a lavorare e a cantare.

Se sappiamo accontentarci…

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