La Morale della Favola: Il sogno

Due amici Due ragazzi, amici da lunga data e che “si dicevano” tutto, un pomeriggio uno dei due disse all’altro: «Ho fatto un sogno un po’ singolare… Vi era una strada lunga che si snodava dalla terra e saliva nell’aria fino a perdersi tra le nuvole. Ma non era una…

Due amici

Due ragazzi, amici da lunga data e che “si dicevano” tutto, un pomeriggio uno dei due disse all’altro: «Ho fatto un sogno un po’ singolare… Vi era una strada lunga che si snodava dalla terra e saliva nell’aria fino a perdersi tra le nuvole. Ma non era una strada comoda, anzi era piena di ostacoli, cosparsa di chiodi arrugginiti, pietre taglienti e appuntite e pezzi di

vetro; la gente camminava su questa strada a piedi scalzi… e molti avevano i piedi insanguinanti.

la perseveranza

Le persone però non desistevano da quel cammino che li portava in cielo, ma ogni passo costava sofferenza e il cammino era lento e penoso. Poi nel sogno vidi Gesù che avanza ed era anche Lui a piedi scalzi; camminava lentamente ma in modo risoluto… e saliva, saliva. Finalmente giunse in cielo e là si sedette su un grande trono dorato. Guardava in giù, verso chi si sforzava di salire (e con lo sguardo e i gesti li incoraggiava). Subito dopo di Lui, avanzava Maria, la sua mamma. Maria, salendo, camminava ancora più veloce di Gesù… e sai perché?

le orme

Metteva i piedi nelle impronte lasciate da Gesù (così arrivò presto accanto a suo Figlio, che la fece sedere su una grande poltrona alla sua destra). Anche Maria si mise ad incoraggiare quelli che stavano salendo ed invitava anche loro a camminare nelle orme lasciate da Gesù, come aveva fatto lei. Gli uomini più saggi facevano proprio così e procedevano spediti verso il cielo; gli altri si lamentano per le ferite e si fermavano spesso. Qualche volta, desistevano del tutto e se ne stavano sul bordo della strada, pieni di tristezza!». Quello che aveva ascoltato disse: «Ogni passo nella vita costa fatica e sofferenza, perché scegli e automaticamente lasci qualcosa ed il cammino è lento e faticoso, ma…!». E’ proprio così?

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