La Morale della Favola: Tutto da solo

Un centro di rieducazione In un corridoio di un centro di rieducazione per bambini disabili più o meno gravi, si trovavano tanti bambini e diversi professionisti affiancati da diversi volontari e volontarie. Un bambino con le gambe inerti, imprigionate da ingombranti tutori di metallo, si trascinava seduto sul pavimento, sbuffando…

Un centro di rieducazione

In un corridoio di un centro di rieducazione per bambini disabili più o meno gravi, si trovavano tanti bambini e diversi professionisti affiancati da diversi volontari e volontarie. Un bambino con le gambe inerti, imprigionate da ingombranti tutori di metallo, si trascinava seduto sul pavimento, sbuffando e piagnucolando.

Lo sforzo di un bambino

Roman, serif;">«Angela, tirami su!», frignava stizzito verso la giovane volontaria che lo guardava sorridendo dal fondo del corridoio, a braccia spalancate. «Aiutami!» piangeva il bambino… ma la ragazza sorrideva e non si muoveva. Allora, furioso e con le lacrime agli occhi, il bambino puntò le braccia con tutte le sue forze e con uno sforzo immane costrinse le sue gambe a piegarsi finché si alzò in piedi e traballando, a passo di formica, cominciò a percorrere il corridoio. Dopo un tempo interminabile, arrivò dalla ragazza che lo aspettava sempre sorridente, con le braccia aperte; il bambino si buttò in quelle braccia gridando: «Tutto da solo… hai visto? Ho fatto tutto da solo!».

L’abbraccio gioioso

La ragazza lo strinse a sé piangendo, e rimasero così per un bel po’; e tutti quelli che passavano guardavano stupiti quel momento di pura felicità, di una ragazza e di un bambino che piangevano abbracciati!

Dio ti aspetta sorridendo a braccia aperte, ma desidera che tu faccia “tutto da solo”

Dio ci ha creati senza di noi, ma non ci salva senza di noi! (S. Agostino)

 

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